Il padiglione di Barcellona – Mies van der Rohe

Barcelona Pavilion_Photo:www.jasonmkelly.com

Il padiglione di Barcellona_Foto:www.jasonmkelly.com

Cos’è?

Il padiglione di Barcellona progettato da Ludwig Mies van der Rohe, fu la sede tedesca all’esposizione universale del 1929 a Barcellona (Spagna). Questo edificio è stato utilizzato per l’apertura ufficiale della sezione tedesca della mostra ed è importante per la storia dell’architettura moderna per la semplicità della struttura e per l’utilizzo di materiali stravaganti come il marmo, l’onice e il travertino rosso. Le stesse caratteristiche minimalistiche e spettacolari si trovano negli arredi progettati appositamente per l’edificio, tra i quali spicca l’iconica poltrona Barcellona.

Dove si trova?

Barcellona è la città capitale della Catalogna in Spagna ed è la seconda città più grande del paese con una popolazione di 1.600.000 abitanti; la sua area urbana si estende oltre i limiti della città con una popolazione di 4.500.000 di persone, essendo la sesta area urbana europea più popolata dopo Parigi, Londra, Madrid, la regione della Ruhr e Milano. L’area metropolitana di Barcellona è abitata da circa cinque milioni di persone ed è la metropoli più grande del Mediterraneo, situata sulla costa tra le foci dei fiumi Llobregat e Besòs e delimitata ad ovest dalla catena montuosa Serra de Collserola, la cui vetta più alta è 512 metri.

A panoramic view of Barc elona_Photo:Oliver Bonjoch

Una vista panoramica di Barc ellona_Foto:Oliver Bonjoch

Il progetto

La risposta di Mies alla proposta fatta da von Schnitzler fu radicale: dopo aver respinto il sito originale per motivi estetici, Mies accettò una zona tranquilla sul lato corto di un ampio asse diagonale, dove il padiglione offre punti di vista e un percorso che porta a una delle principali attrazioni della mostra, lo “Spanish Village”. Il padiglione doveva essere spoglio, senza esposizioni, solo la struttura con una singola scultura e mobili appositamente progettati (la poltrona Barcellona). Questa mancanza di esposizioni permise a Mies di curare il Padiglione come uno spazio continuo. “Il progetto si basava sulla distinzione assoluta tra struttura e involucro – una griglia regolare di colonne di acciaio cruciformi intervallate da piani distanziati liberamente”.

Plan of the Barcelona Pavilion_Photo:www.marcomarcucci.com

Pianta del padiglione di Barcellona_Foto:www.marcomarcucci.com

La struttura fu in stile ibrido con alcuni piani che facevano anche da sostegno; la planimetria è molto semplice e l’intero edificio poggia su un basamento in travertino. A sud un involucro a forma di U aiuta a formare un allegato di servizio e un grande bacino d’acqua, mentre sul lato opposto un’altra parete a forma di U forma un bacino d’acqua minore dove si trova la statua di Georg Kolbe.  Le piastre del tetto, relativamente piccole, sono sostenute dalle colonne cruciformi placcate in cromo e tutto ciò  dà l’impressione di un tetto in bilico.

Inner view of the pavillion with the Barcelona chairs_Photo: archive.chez.com

Vista interna del padiglione con le poltrone Barcellona _Foto: archive.chez.com

Robin Evans disse che le colonne riflettenti sembrano essere in lotta per tenere il tetto piano  “fluttuante” verso il basso, e non per sostenere il suo peso. Mies ha voluto questo edificio per farlo diventare “una zona ideale di tranquillità” per il visitatore stanco; il padiglione, mancando di un vero spazio espositivo, è diventato la mostra. Il padiglione è stato progettato per “bloccare” ogni passaggio attraverso il sito, ma con passaggi attraverso l’edificio; i visitatori entrano salendo alcuni gradini, e grazie al sito leggermente inclinato, lasciano il piano terra in direzione dello “Spanish Village”. I visitatori non sono stati indirizzati per essere portati in linea retta attraverso l’edificio, ma di fare continui dietrofront. Le pareti non solo creano lo spazio, ma dirigono anche i movimenti del visitatore: questo è stato ottenuto con le superfici delle pareti che sono collocate una contro l’altra, l’esecuzione di una accanto all’altra, e la creazione di uno spazio che diventa più stretto o più ampio. Un’altra caratteristica unica di questo edificio sono i materiali esotici che Mies sceglie di utilizzare.

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Parete e pavimento in travertino_Foto:www.socialdesignmagazine.com

Lastre di materiali lapidei di alta qualità, come impiallacciature di marmo verde antico Tinos e onice dorato, così come il vetro tinto di grigio, verde e bianco,il vetro traslucido, svolgono esclusivamente la funzione di divisori spaziali; poichè l’edificio è stato progettato come padiglione espositivo ed era destinato ad esistere solo temporaneamente fu demolito nei primi mesi del 1930, nemmeno un anno dopo che è stato completato. Tra il 1983 e il 1986, grazie alle foto in bianco e nero e ai disegni originali, un gruppo di architetti spagnoli hanno ricostruito il padiglione permanente.

The sculpture of George Kolbe_Photo:www.socialdesignmagazine.com

La scultura di George Kolbe_Foto:www.socialdesignmagazine.com

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